Oltre al pane, la musica

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Il pane gustoso canta bene

Non si vive di solo pane, serve altro. Tra le cose che aiutano a vivere meglio, di sicuro c’è la musica. La musica mi ha sempre accompagnato nella vita, fin da ragazzino. Grazie a un vicino allora ventenne, che non ringrazierò mai abbastanza, scoprii artisti come i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan. E poi fantastici musicisti italiani come De Andrè e Lucio Battisti. O Patty Pravo, veneziana come me. Per un periodo frequentai uno dei chitarristi che la accompagnava nei concerti, prima che lei si trasferisse a Roma e diventasse famosa.

L’estate del 1974 io e mio fratello la passammo a racimolare i soldi necessari per comprarci il nostro primo giradischi che finalmente arrivò in autunno. Chissà, forse i più maturi ricorderanno il mitico stereo di Selezione. Aveva un avanzato sistema che permetteva di metterci fino a quattro dischi che poi, uno alla volta, caricava sul piatto. Il resto dei nostri risparmi, come logico, se ne andò poi nell’acquisto di vinili.

Con un gruppo di amici di scuola cominciammo ad ascoltare gruppi italiani come Le Orme (anche loro veneziani), la Premiata Forneria Marconi, i Banco del Mutuo Soccorso, gli Area, i Pooh dei primi anni. Mitici gruppi che instillarono in noi la voglia di suonare. Iniziai a frequentare alcuni amici che avevano formato un gruppo: mi piaceva il suono dell’organo, e decisi di comprarne uno. Cominciai a marinare la scuola (le giustificazioni me le facevo da solo, avevo imparato a riprodurre la firma di mia madre!) e a lavorare qua e là, all’insaputa dei miei.

E fu così che arrivò il mio primo organo, un glorioso GEM, un organo che imitava i suoni striduli anni ’70 dei famosi VOX. Si passava il tempo a suonare a orecchio, si studiava soprattutto sui dischi delle Orme e della Premiata Forneria Marconi. A proposito, al tempo girava voce che si chiamassero così perché avevano una sala prove nel magazzino di un panificio. In realtà, non era proprio così, ma avevano preso davvero spunto dal nome di un panificio/pasticceria di Chiari, in provincia di Brescia, che è tuttora in attività!

E poi arrivarono gli anni ottanta, ed ebbi la fortuna di conoscere la crema dei musicisti veneziani di allora. Con gli anni ottanta arrivò anche il reggae: lo si ascoltava e lo si suonava quando era ancora una musica sconosciuta ai più. Fu il concerto a San Siro di Bob Marley a sdoganare questo genere e a farlo diventare anche uno stile di vita. Collaborai per due anni come tecnico del suono, e un po’ come produttore improvvisato, con un bel gruppo reggae del Lido. Erano bravi, e avrebbero potuto anche arrivare al successo prima dei nostri amati Pitura Freska. Ma per divergenze tra i vari membri del gruppo e diverse scelte di vita il progetto naufragò, a pochi passi dalla meta.

E così ritornai a tuffarmi nel lavoro e per un po’ di anni trascurai la musica,. Però alla fine la voglia di suonare mi riprese, come un vecchio amore che ritorna dal passato, e a cui è impossibile resistere. Rispolverai il mio vecchio organo, comprai un sintetizzatore e cominciai a fare sperimentazioni musicali e musica da atmosfera. È una passione che mi accompagna tuttora, e anche se il tempo che le posso dedicare non è molto, perché il pane ha la precedenza, ho dato vita a una discreta produzione di dischi!

Ci vediamo in forno!

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