È tempo di pane di Natale!

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Anche quest’anno, come tutti gli anni, sta arrivando finalmente Natale. E anche quest’anno potrete trovare nel nostro forno il pane di Natale, a forma di albero! Ma quando abbiamo cominciato a preparare questo pane speciale che ormai è una tradizione?

Tutto cominciò quasi trent’anni fa… Era il 1989 e con mia moglie, a Bolzano, trovammo in un mercatino natalizio uno stampo da pasticcio a forma di albero di Natale. Lo comprammo con l’idea di fare, appunto, il pasticcio a forma di albero, ma non ricordo come lo stampo finì in panificio e lì rimase. Finché un giorno, vedendolo, mi venne un’idea: e se ci facessi il pane?

Presi della pasta, la stesi come una sfoglia e l’appoggiai nello stampo. Poi, siccome già mi dilettavo a fare dei pani “artistici”, mi venne naturale prendere una forbice e cominciare a segnare il pane per riprodurre l’effetto dei rami. Quindi lo infarinai bene, lo misi in forno e cucinai. E alla fine devo ammettere che venne proprio bello! Lo misi in vetrina e la gente cominciò subito a entrare e a chiederlo: perché era un’idea semplice, ma simpatica!

Così, in men che non si dica, mi ritrovai a tirare sfoglie di pane che sembravano dei lenzuoloni lunghi un metro e mezzo. Me li appoggiavo sul tavolo e con lo stampo a forma d’albero facevo tutti i tranci. Man mano che erano pronti li mettevo sulle teglie, quando ne avevo tipo una ventina li tagliuzzavo e li infarinavo, li mettevo a lievitare e andavo avanti a fare gli altri… Quel Natale, la prima volta, ricordo che ne facemmo quasi un centinaio.

Questo tipo di pane si presta anche a delle varianti: c’è la versione con la farina integrale, e quella con un mix di farina integrale e bianca. Si può fare anche con i cereali, ma non troppo scuro però: è una versione di pane ai cereali con una mollica un po’ più chiara del solito. Ma il pane di Natale standard, diciamo così, è un mix di farina 0 e semola di grano duro. Preparo la biga che lascio a riposare 6/7 ore. Dopodiché, la rimetto nell’impastatrice e aggiungo il condimento.

Nel pane di Natale ci sono un po’ di burro, dell’olio extra vergine di oliva e a volte malto o miele. Questi condimenti servono a conferire al pane di Natale una morbidezza particolare e permettono che duri più giorni. Questo perché a Natale ci sono tante cose buone da mangiare in tavola, non è che tutti mangino il pane… Quindi il pane di Natale nasce con l’idea di poter durare anche una settimana, o dieci giorni: basta conservarlo bene, in frigo nel suo sacchettino per alimenti, tirarlo fuori e tagliare quello che serve e il resto rimetterlo via.

Questo, in teoria. Perché, in pratica, a quanto ne so, il pane di Natale non avanza mai!

 

Ci vediamo in forno!

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